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 Presentazione del libro Moon Base


Roma, 13 novembre 2007


Agenzia Spaziale Italiana

Mi è gradito comunicare che il 13 novembre è avvenuta la presentazione del libro “Moon Base” edito da Donzelli in collaborazione con l’Associazione “Solidarietà e Sviluppo”. Il libro contiene la sintesi dei contributi presentati nella conferenza internazionale “Moon Base: a Challange for Humanity” organizzata dall’Associazione stessa.
Sono particolarmente lieto ed onorato di aver presentato il libro nella sede dell’Agenzia Spaziale Italiana, non solo per aver avuto modo di affrontare il tema specifico, ossia la possibilità di stabilire ed operare una base permanentemente abitata dall’uomo sulla Luna, ma anche in generale per aver avviato una riflessione sul tema dell’esplorazione umana del sistema solare.

Innanzitutto vorrei ringraziare il presidente dell’ASI, prof. Bignami, che ha raccolto la proposta ed ha voluto ospitare ed essere presente all’evento. Conosco Nanni Bignami da ormai due decenni ed abbiamo avuto modo nel passato di confrontarci sull’argomento. So che lui è più orientato verso la missione su Marte, ma come uomo di scienza si è mostrato aperto al confronto ed alla comparazione di diverse idee e proposte.

Un gruppo di lavoro dell’Associazione Solidarietà e Sviluppo ha iniziato ad esaminare il tema “Moon Base” sin dall’inizio del 2003. A stimolarci era stata la necessità di individuare una grande impresa spaziale che potesse caratterizzare l’inizio del millennio, in cui potessero confluire interessi, risorse ed energia sia dal mondo scientifico, sia dal mondo industriale, sia dal mondo politico. Nei diversi ragionamenti e confronti avuti con colleghi italiani e con quelli di altri paesi ci convincemmo che aprire un dialogo ed una riflessione sull’argomento fosse quanto meno opportuno. Lo statement del presidente Bush ad inizio 2004 ci rafforzò nella convinzione che fosse un percorso giusto. Pertanto, molto democraticamente, ho impegnato gran parte delle risorse intellettuali ed economiche dell’Associazione nel perseguire questo fine.

Devo dare atto che il confronto con gli amici di High Frontier, Associazione USA, ci è stato di grande utilità. Orbene, non volevamo restringere il campo solo agli “spaziali” ma anche agli economisti, agli esperti del mondo dell’high-tech ed a scienziati di altri settori quali la biomedicina e l’energia.

Il risultato di ciò è riportato nel libro che riassume in una sintesi, ci auguriamo chiara, i lavori presentati in occasione dei tre workshop (Venezia,Washington, Mosca): oltre 130 esperti hanno predisposto più di 170 relazioni sui differenti temi succitati. Inoltre, voglio sottolineare che per l’Italia hanno dato contributo di idee i maggiori enti scientifici del paese (CNR, ENEA, INAF, INFN, INRIM, OGS), le maggiori industrie aerospaziali, la gran parte delle piccole e medie imprese impegnate nell’aerospaziale ed autorevoli membri del modo universitario. L’ASI, l’ESA, la NASA e l’Accademia delle Scienze Russa ci hanno accompagnato nei vari passaggi.

Da questo grande lavorio sono emersi a mio parere alcuni elementi:

    1. vi è una grande voglia di riprendere l’avventura della conquista umana dello spazio

    2. si è convinti che ciò può rappresentare un significativo passo in avanti per le conoscenze scientifiche e lo sviluppo industriale;

    3. gli spin-off tecnologici a terra e, in generale, le ricadute degli avanzamenti tecnologici giustificano l’impegno economico e possono, nel medio termine, generare le risorse per il mantenimento dell’esercizio delle infrastrutture spaziali.

Quale è lo scenario che si prospetta?

Innanzitutto un passo oneroso ma indispensabile è stata la realizzazione della Stazione Spaziale Internazionale. Per tale impresa si sono dovuti affrontare e superare non solo dei problemi tecnologici ma, ancor di più, il travaglio connesso alla costruzione di un grande sistema internazionale in orbita. Valga per tutto la definizione della complessa materia della legislazione e delle responsabilità giuridiche connesse. La necessità della collaborazione internazionale è un must per le future imprese connesse all’esplorazione.


Il primo passo di tale esplorazione è, a nostro avviso, quello della realizzazione di una base permanente sulla luna; i motivi alla base di tale scelta sono:

    1. l’uomo è già stato sulla luna, ormai sono 40 anni. Pertanto questa missione è sicuramente possibile oggi.

    2. gli sforzi tecnologici per realizzare questo progetto sono possibili nel breve termine; innanzitutto dobbiamo migliorare e adeguare il sistema di trasporto spaziale e rendere possibile l’istallazione di una base operativa in tempi ragionevolmente brevi e con costi non esorbitanti.

    3. gli spin-off e le ricadute tecnologiche a terra sono a breve-medio termine e quindi si possono stimolare i privati a compartecipare all’impresa e dare un contributo alle operazioni di mantenimento di tale base.

Una missione umana su Marte, oggi, non appare possibile senza far correre enormi rischi all’equipaggio. La durata della missione e l’esposizione all’ambiente ostile dello spazio per così lungo tempo sono tali che rendono problematico pensare realisticamente ad una tale missione prima dei prossimi 30/40 anni. Quindi probabilmente, uno step sulla luna consentirebbe di affrontare e risolvere alcuni dei problemi, soprattutto connessi al trasporto, che rendono oggi l’obiettivo Marte così arduo da perseguire.

Come tutti i lavori scientifici questo libro su Moon Base non vuole essere un punto di arrivo bensì un punto di partenza per stimolare la riflessione ed il confronto. Gli atti completi della Conferenza, ponderosi, sono in via di pubblicazione. Con questo libro abbiamo voluto realizzare una comunicazione di sintesi che speriamo possa stimolare anche i giovani al tema della ricerca, dell’innovazione e della collaborazione internazionale.

Al termine di questa riflessione vorrei rispondere alla domanda principale e più impegnativa. Perché dobbiamo anche nel nostro Paese, che si trova oggi a confrontarsi con molti problemi concreti, partecipare a tale sforzo?
Rispondo citando quello che ha detto recentemente un importante uomo politico del nostro Paese: se non ricordo male ha detto che per uscire dall’impasse attuale l’Italia ha bisogno di sognare. Ritengo che la missione sulla Luna così come la vediamo noi sia un bel sogno, ma con i piedi solidamente piantati sulla Terra.



Francesco Mazzuca
Presidente dell’ Associazione Culturale
Solidarietà e Sviluppo

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